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I panorami di Lisbona

Michele Monina intitola il suo libro “Lisbona è tutta luce”, Pessoa la descrive con la frase “Non ci sono per me fiori che siano pari al cromatismo di Lisbona sotto il sole”, mentre Saramago scrive “Non dimenticare che siamo a Lisbona, da qui non partono strade.”

Ho letto tantissimo di Lisbona prima di partire. Un po’ per rispetto di due scrittori a me cari quali Pessoa e Saramago, un po’ perché più ne leggevo, più questa città mi incuriosiva.
Ed ora, dopo averla visitata, capisco pienamente ogni parola letta. Lisbona è un insieme infinito di panorami su tetti rossi e su un fiume talmente grande da sembrare un mare. Le strade sono vicoli che si perdono nel sali e scendi dei sette colli su cui sorge, e la luce, illumina la città di un colore che ho visto solo qui a Lisbona. Sarà il cielo azzuro (a volte oscurato da nuvole), i tetti rossi, i tram gialli e le azulejos di mille colori; saranno i tramonti romantici, il cibo fantastico e le architetture decadenti; sarà che ci sono stata proprio bene e ho trascorso tre giorni piacevoli e di vero relax; sarà questo o molto altro, ma Lisbona è davvero una città che ti resta nel cuore.
Comprendo ora anche la saudade. Questa strana malinconia di chi vive nel proprio animo lo spirito della capitale portoghese e poi se ne allontana, il legame che ne resta e la continua voglia di tornarci ancora. Non perché ci sia altro da vedere. Semplicemente perché si può essere felici anche solo passeggiando lungo il Tago, salendo su un antico elevadores per andare ad ammirare il paesaggio o inerpicandosi in un vicolo stretto alla ricerca di un buon posto dove consumare il bacalhau o la ginjinha.
Mi è piaciuto tutto di Lisbona. Il cibo è ottimo. I luoghi visitati interessanti. I panorami, sia dall’alto dei Miradores che lungo il Tago sono splendidi, soprattutto quando il sole tramontando ne riscalda ancora di più i colori.
Purtroppo si nota fin troppo la povertà della popolazione, palazzi bellissimi ma trasandati (che contribuiscono, loro malgrado, a rendere fascinosa e fuori dal tempo la città), molti barboni per strada, droga un po’ ovunque (sopratutto di sera non dava l’idea di un posto tranquillo). Subito fuori dal centro, interi quartieri costruiti solo di baracche (si vedono lungo la strada che collega la città all’aeroporto).
E’ un vero peccato tanta povertà in una città così bella, con una cultura così vasta e profonda, fatta di immigrazione e di colonie, che ne hanno arricchito la varietà di arte e costumi che oggi caratterizzano Lisbona.
Tornati in Italia, non ci resta che abbandonarci alla Saudade, ascoltando le parole e la voce profonda di Battiato… “ti porto con me, segunda feira de Lisboa…che nome d’incanto, qui da noi è lunedì soltanto”.

 

Spese (in 2)

  • Aereo (A/R con Ryanair):202 €
  • Hotel (Norte Guest House,  prenotato tramite booking, in zona Rossio, centralissimo, a due passi a piedi da tutto. Abbastanza pulito e molto silenzioso. L’unico problema è stata l’aria condizionata che inizialmente non funzionava): 60 €
  • Parcheggio Low Cost: 11,50 €
  • Lisboa Card (acquistata direttamente in aeroporto. Comprende anche i mezzi di trasposto, incluso A/R dall’aeroporto al centro di Lisbona tramite metro): 78 €
  • Altri ingressi: 20 €
  • Souvenir: circa 100 €
  • Cibo: circa 200 €

Itinerario

Giorno 1: Le meraviglie di Belem
Giorno 2: In giro sul tram 28 tra vicoli e miradouros
Giorno 3: Antichi Elevadores e moderne costruzioni

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