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Barcellona: Il Percorso di Gaudì

Giorno 3 (25 Gennaio 2010)

Sveglia e colazione a Dino Pan con Caffèlatte e 2 fette tostate con burro e marmellata per me e spremuta d’arancia e tortino di mele per Alb. Oggi abbiamo intenzione di dedicare tutta la giornata a Gaudì. Iniziamo con una passeggiata sulla Gracia, peccato solo per la pioggia che non ci permette di godere a pieno dei palazzi e dei colori dell’Example. Nonostante questo riusciamo a scorgere dei palazzi bellissimi, costringendo Alb a fermarsi anche sotto la pioggia per fare qualche foto. La nostra prima meta è Casa Batlò… bellissima e sicuramente fuori dal comune. La forma contorta ed i colori vivacissimi rendono unica questa costruzione. Non esiste una sola linea retta, ma solo curve che riproducono la struttura di alcuni animali. Tutti i dettagli sono curatissimi: finestre, porte, specchi, soffitto e vetrate (coloratissime). Ci avviamo poi per le scale condominiali (anche queste piuttosto strane) fino a raggiungere l’ultimo piano con inferni bianchi che ricreano le vertebre dei pesci. Da qui usciamo sul terrazzo dove restiamo a bocca aperta osservando le forme ed i colori dei comignoli ed il tetto a dorso di drago (con il sole sarebbe stato uno spettacolo ancora più sconvolgente).


Continuiamo il nostro tour con Casa Milà, detta anche la Pedrera per la sua forma e l’aspetto  un pò grigio. Anche qui le linee sono molto tortuose ma gli interni sono più sobri, colori normali e forme rotonde ma scorrevoli. Si visita un solo piano dove ogni stanza è arredata. Molto bello è il tetto sali&scendi, con comignoli strani ed una fantastica vista su Barcellona e sulla Sagrada Familia.


Ritorniamo per strada e continuiamo a passeggiare riconoscendo qua e là la mano di Gaudì. Purtroppo la batteria della mia macchina fotografica è quasi scarica. Decidiamo quindi di tornare in hotel per metterla in carica e di andare a pranzo di nuovo al Falis Bar, dove prendiamo paella e patate bravas. Ripresa la macchina fotografica dall’hotel ci dirigiamo verso la Sagrada Familia, la cui torre è chiusa per lavori. Dobbiamo accontentarci dell’interno e della facciata e decidiamo di tornare a Barcellona quando l’opera sarà finita…ma…lo sarà mai? Molti dicono che è lasciata volutamente incompiuta e che questo eterno lavoro è diventato oramai il simbolo di Barcellona.


Ci incamminiamo quindi verso Parc Guell. Ha smesso di piovere e siamo quasi al tramonto. Dal parco si gode una vista bellissima sulla città ed il colore del sole che scende crea uno spettacolo magico. Il parco, anch’esso opera di Gaudì, è davvero stranissimo, con delle colonne con pietre sporgenti messe un pò a caso che culminano con delle piante. E colonnati metà dritti e metà obliqui, quasi a voler confondere il visitatore. Passeggiando un pò arriviamo allo spiazzo centrale, una larga piazza circondata da un muretto coloratissimo e tortuoso, una sorta di panchina a mosaico la cui parte centrale è una vera e propria onda. Da qui è possibile vedere l’ingresso principale del parco (noi abbiamo usato una entrata laterale) formato da due piccole e colorate casette che ricordano le fiabe…avete presente le casette di marzapane?
Scendiamo quindi in direzione dell’ingresso e facciamo conoscenza con la scultura più importante di Gaudì: una coloratissima iguana!  Dopo le foto di rito decidiamo di uscire dallo stesso cancello da cui siamo entrati. Ripercorriamo quindi la strada notando che i colori sono oramai cambiati (il tramonto è finito) e l’aspetto del parco è differente.

Con un autobus arriviamo fino all’inizio della Rambla dove finalmente è arrivata l’ora di assaggiare il Churro!!! Sono due giorni che lo cerco ed ora finalmente sarà mio! Si tratta di un dolcetto fritto che si “puccia” nella cioccolata calda… divino!
Riprendiamo la passeggiata fermandoci alle varie sculture che incontriamo per strada, una fra tutte…il PensaToro. Arrivati a Placa Catalunya facciamo una sosta al Corte Ingles, un centro commerciale di 8 piani, dove compriamo ad un prezzo decisamente più economico, qualche souvenir. Per cena vorremmo provare un orientale a buffet di cui abbiamo visto il volantino ieri sera vicino a Placa d’Espana. Arrivati lì però ci rendiamo conto che la ricerca è complessa. Non abbiamo il volantino e non riusciamo a trovare il locale. L’unica soluzione è ritornare verso la Rambla. Ci viene in mente che potremmo provare il KFC, in fondo pur essendo un fast food è per noi una novità dato che in Italia non è presente. Si tratta di un posto dove tutto è a base di pollo fritto. Alberto prende pezzi di pollo impanati e fritti mentre io una piadina con del pollo fritto. Io dopo cena ci aggiungo una goufre davvero pessima. Finita la cena torniamo in hotel.

– ritorna all’itinerario con i link alle varie tappe del viaggio-

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