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Lisbona: Antichi Elevadores e moderne costruzioni

Giorno 3 (22 Febbraio 2015)

Oggi è il nostro ultimo giorno a Lisbona. Ci svegliamo consapevoli che già ci mancherà e che sentiremo per un lungo tempo la saudade di cui tutti parlano.
La giornata di oggi, secondo quanto avevamo deciso prima di partire, doveva essere dedicata più che altro alla zona nuova, il Parco delle Nazioni, costruito in vista dell’EXPO del 1998. Nei giorni scorsi però, a causa anche del mal di testa che ci ha rallentato il primo giorno, non abbiamo visitato alcuni punti della città vecchia che non vorremmo tralasciare. Decidiamo così di continuare il nostro tour tra panorami e tetti rossi, dedicandoci agli antichi elevadores di Lisbona. La scelta si rivela ben più che corretta. Gli elevadores che prenderemo oggi sono infatti dei gioiellini, poco frequentati da turisti (e nemmeno troppo utilizzati neanche dagli indigeni), ci consentono non solo di ammirare scorci di vicoli che si inerpicano tra vecchi palazzi piastrellati e salite mozzafiato, ma anche di arrivare in punti nascosti della città, dai quali godere, nuovamente, della vista sui tetti rossi e sul Tago che ci ha ammaliato nei due giorni precedenti. La città è davvero magica. Ce ne rendiamo conto ogni istante di più.
La nostra giornata inizia con una ottima e abbondante colazione in un bar a pochi passi dal nostro hotel. La prima meta è il Miradouro de Santa Catarina. Prendiamo un tram e scendiamo a poche centinaia di metri dal nostro obiettivo. Peccato solo che questi 300 metri siano tutti in salita. Piuttosto ripida, tra l’altro. Arriviamo in cima col fiatone e le gambe spezzate, penso sia stata la salita peggiore dei tre giorni a Lisbona, ed il panorama, seppure piacevole, non è neanche dei migliori, deturpato com’è da tetti troppo vicini e mille antenne. Colpa del progresso. Ma va bè, ci fermiamo un attimo a riprender fiato e proseguiamo verso l’Elevador da Bica: la classica vettura gialla con gli interni in legno è accessibile entrando in un portoncino. Davvero particolare, ed il panorama in cima è speciale: tra le case disposte lungo questa ripida discesa si intravede il blu del fiume.

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Siamo arrivati così al confine tra i quartieri Bairro Alto e Chiado, dove visitiamo la Chiesa ed il Museo di San Rocco, la cui facciata esterna piuttosto austera, nasconde la ricchezza barocca dei suoi interni, tutti in marmo e oro, ed una collezione di oggetti di culto risalenti ad antichi gesuiti.

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Con l’Elevador da Gloria, già utilizzato ieri, riscendiamo verso la città bassa, giusto per attraversare l’Avenida da Liberdade e risalir dall’altro lato, utilizzando l’Elevador do Lavra. Anche in questo caso, come nell’Elevador da Bica, il termine della corsa è in un caratteristico portoncino.
All’uscita ci accoglie una costruzione moderna, parte di istituti scientifici. Visitiamo nei dintorni il Giardino do Torel, un piccolo parco urbano utilizzato dagli abitanti del quartiere. Caratteristiche le panchine su cui è possibile proprio stendersi per rilassarsi un po’ (che è proprio quello che facciamo noi).

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Riscendiamo con lo stesso Elevador e percorriamo tutta Avenida da Liberdade fino a raggiungere la Piazza del Marques de Pombal. Ora, io lo so che eravamo stati avvertiti che Lisbona sorge su sette colli e che quindi dovevamo aspettarci salite e discese, ma questa enorme e moderna strada è tutta in una leggera pendenza (ed è anche piuttosto lunga) che arrivati ad un certo punto non riuscivamo più ad andare avanti. La meta sembrava lontanissima. Ma, una volta arrivati in piazza, scopriamo che anche il Parco Edoardo VII è tutto in salita! Avete mai visto un giardino pubblico in salita? Ecco, noi mai. Fino a Lisbona! Ed a saperlo prima, se fosse riportato nelle guide, l’avremmo fatto esattamente al contrario, arrivando in metro fino a Sao Sebastiao e percorrendolo tutto in una fantastica e piacevolissima discesa! Vi consiglio di utilizzare questo metodo, anche perché in effetti, il giardino è piacevole da visitare, con un laghetto, viali alberati e campi giochi per i ragazzi ed i bambini.

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Torniamo quindi indietro sui nostri stessi passi (per fortuna in discesa) e cerchiamo un posto dove pranzare prima di andare a prendere il bagaglio e dirigerci verso l’aeroporto. Scopriamo così che la domenica molti dei posti che scegliamo tramite TripAdvisor sono chiusi e ci limitiamo quindi ad entrare in un ristorante che abbiamo visto passandoci semplicemente davanti, Piri Piri . Pranzo più caro della media ma che comunque ci lascia soddisfatti e strapieni (tanto per cambiare). In effetti ci rendiamo conto che durante questo viaggio abbiamo davvero esagerato col cibo e decidiamo di mangiare un po’ meno alla nostra prossima avventura (riusciremo mai a rispettare quanto detto o ci lasceremo tentare da gola e appetito? Lo scopriremo).
Ritiriamo i bagagli e prendiamo la metro in direzione aeroporto (io scatto foto ad ogni fermata, le stazioni sono davvero particolari!).

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Siamo un po’ in anticipo e decidiamo quindi di scendere alla fermata Oriente, solo per vedere la costruzione di Calatrava in occasione dell’EXPO98.
Peccato che scesi alla stazione, veniamo completamente coinvolti dalla struttura, davvero bellissima. Non solo l’opera di Calatrava, ora diventata centro commerciale, ma è tutto il quartiere creato che ci lascia a bocca aperta. Un insieme di costruzioni e di sculture moderne, che affacciano, tanto per dire una cosa nuova, sul nostro amato Tago. Un ponte immenso, ancora più imponente di quello visto nei giorni scorsi, ed una teleferica che sorvola il fiume e tutto il quartiere. Peccato non avere il tempo di prenderla e di approfondire la nostra visita. Sicuramente se dovessimo tornare a Lisbona è una di quelle cose da tenere a mente.

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Purtroppo siamo già in ritardo e dobbiamo correre verso il nostro aereo. In più, arrivati in aeroporto ci perdiamo un po’ e giriamo a vuoto per poi scoprire che il terminal da cui parte il nostro volo si raggiunge solo con una navetta. In ogni caso, anche se correndo, un po’ trafelati e ad imbarco iniziato, riusciamo ad arrivare in tempo. E comunque la sosta al Parco delle Nazioni ben valeva questa corsa, lasciandoci addosso ancora più esperienza.

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Siamo stanchi, è vero. Sono stati tre giorni intensi, vissuti pienamente e con gioia.
Lisbona ci ha regalato tanto.
Ci ha emozionato davanti ai suoi panorami dipinti del rosso dei tetti, del giallo dei tram e del blu del Tago.
Ci ha stupito nei suoi stretti vicoli e nelle sue piazze enormi.
Ha deliziato i nostri occhi con le mille azujelas colorate ed il nostro palato con le ricette più saporite.
Ci ha fatto innamorare con passeggiate mano nella mano, sotto il sole, al suo tramonto e tra le luci delle notte.
Ci ha raccontato con i suoi luoghi più remoti dolcissime poesie di scrittori mai dimenticati.
Ce lo aspettavamo.
Lisbona ci aveva promesso tanto, nei mesi che hanno preceduto il nostro viaggio.
Ma è stata in grado di stupirci, e neanche poco. Forse per quell’aria decadente che puoi respirare solo mentre sei li e che le guide (così come me ora) non riescono a descrivere a parole. O forse perché la luce di Lisbona ed  suoi colori semplicemente ti entrano nell’anima.
Io non so dirvi perchè, so solo dirvi che dovete assolutamente regalarvi anche voi qualche giorno di pace e provare come noi, al ritorno, una fortissima saudade al solo pensiero dei giorni trascorsi.
Perchè Lisbona, ve l’ho già detto, promette tanto. E non mantiene nemmeno una promessa. Le supera tutte.

– ritorna all’itinerario con i link alle varie tappe del viaggio-

5 commenti

  1. Bell’itinerario, il mese prossimo i miei genitori faranno tre giorni a Lisbona, e ho trovato molti spunti interessanti per organizzargli la visita!

  2. Mi piace sempre vedere la mia amata città con gli occhi dei viaggiatori. Bellissime foto.
    La prossima volta prova a contattare la Lisbon Movie Tour (www.lisbonmovietour.com) per scoprire la Lisbona cinematografica e non solo. 😉
    Buoni viaggi
    L.

  3. Non so perché ma non avrei mai pensato a Lisbona come una città così colorata e invece…bellissima!

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