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Milano in Musica

Milano in Musica.
Credo che generalmente questa canzone non venga collegata alla città di cui in effetti parla: Il ragazzo della via Gluck, intendo. È un inno contro l’edilizia selvaggia, e parla di Milano. Pensare ora a quella strada dove i bambini potevano giocare a piedi nudi nei prati dà bene la misura della cementificazione del capoluogo lombardo, così come di tante altre città: via Gluck, infatti, è nell’attuale centro della città, vicino alla Stazione Centrale, con “l’amico treno che fischia così… wa wa”. Intorno a quei prati è esplosa una metropoli.

Passano gli anni
Ma otto son lunghi
Però quel ragazzo ne ha fatta di strada
Ma non si scorda la sua prima casa
Ora coi soldi lui può comperarla
Torna e non trova gli amici che aveva
Solo case su case
Catrame e cemento

Là dove c’era l’erba ora c’è
Una città
E quella casa in mezzo al verde ormai
Dove sarà

Il tema della cementificazione senza scrupoli purtroppo non passa mai di moda, è sempre d’attualità, ed infatti torna in una canzone che personalmente considero uno dei capolavori degli Elio e le Storie Tese: Parco Sempione. È un capolavoro, perché nello stile ironico tipico del gruppo milanese affronta un discorso molto profondo, direi quasi filosofico (perdonatemi per il termine), ma allo stesso tempo molto concreto. La chiave di lettura del brano è ulteriormente chiarita dal bellissimo video, un capolavoro horror-trash, nient’affatto stupido.

 

Gli Elii riflettono sul fatto che nella frenesia e nel disagio della metropoli ognuno vorrebbe soltanto vedere affermati i propri diritti, e si arriva spesso a scontri frontali “tra poveri” in nome della libertà e del rispetto, che troppo facilmente si identificano con “la mia libertà” e il rispetto per me e per quello che voglio io:

Caro signore
sa che le dico
questa è la libertà
sono drogato
suono sbagliato
anche se a lei non va

Non mediamo, non accettiamo compromessi, e in questa guerra tra poveri ovviamente sono altri a vincere:

Ecco spiegato
cosa succede
in tutte le città
Io suono i bonghi
tu me li sfondi
di questo passo
dove si finirà?

Ecco perché qualcuno
pensa che sia più pratico
radere al suolo un bosco
considerato inutile

Ed infatti, nello specifico, Parco Sempione si focalizza sulla vicenda del Bosco di Gioia, a Milano: per difenderlo sono state raccolte 16000 firme e Rocco Tanica ha fatto lo sciopero della fame, ma…

ma quel bosco l’hanno rasato
mentre la gente era via per il ponte

D’altronde Milano è città di affari, di interessi forti.

Milano vicino all’Europa
Milano che banche che cambi

 

Ovviamente nessuno poteva fare una carrellata sulla città meglio di un genio come Lucio Dalla, il quale ne focalizza peraltro una caratteristica fondamentale: l’essere stata, e l’essere ancora, la destinazione di tanti italiani del Meridione che vanno lì in cerca di un lavoro e di un destino migliore.

Milano a portata di mano
ti fa una domanda in tedesco
e ti risponde in siciliano

Inutile scrivere tanto di Milano di Lucio Dalla, perché sarei comunque inadatto rispetto ai suoi versi, che vanno ascoltati, e basta.

Ma questa città non può essere vista solo sotto la lente dell’urbanizzazione, dell’industrializzazione, dell’emigrazione. Milano è terra di opportunità , ma anche di emozioni e di sentimenti. Una testimonianza struggente è Luci a San Siro di Roberto Vecchioni, una testimonianza di un amore vissuto in questa città, un amore che può apparire anche anacronistico:

Hanno ragione, hanno ragione
mi han detto: “È vecchio tutto quello che lei fa,
parli di donne da buoncostume,
di questo han voglia se non l’ha capito già”

Questa canzone è anche la confessione di un artista che ha trovato la sua opportunità, l’ha sfruttata, si è arricchito, ma riconosce che per arrivare a quel traguardo bisogna imparare a dire sempre sì, a chinare il capo, a mettere da parte tutto il resto, a sporcarsi le mani. Certo, non è così scontato.

Milano mia portami via, fa tanto freddo,
ho schifo e non ne posso più,
facciamo un cambio prenditi pure
quel po’ di soldi quel po’ di celebrità
ma dammi indietro la mia Seicento,
i miei vent’anni e una ragazza che tu sai

Milano è anche la città che può metterti a disagio, farti sentire estraneo: almeno così sembra viverla Calcutta nella traccia di Mainstream dedicata alla città meneghina.

ma Milano è un ospedale
e io stasera torno giù e ritorno a respirare

E non sembra essere l’unico a viverla male. Ne è testimonianza Tema: la mia città degli Afterhours, gruppo di cui apprezzo sempre l’ironia.

chi affronterà i maglioncini degli insorti
blog rum e cocaina per battere il sistema

Mi ricorda i versi ironici di un’altra loro canzone di qualche anno fa (Sui giovani d’oggi ci scatarro su)

Come pararsi il culo
E la coscienza è un vero sballo
Sabato in barca a vela
Lunedì al Leonkavallo

Certo, da questi versi a X Factor… va be’ ora ascoltiamo un po’ di rock e non ci pensiamo, dai.

Ascoltate direttamente la compilation di Milano in Musica su Spotify!

(Milano in Musica. Testo di BlogIgnorante)

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