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Abruzzo in bicicletta

Nell’ultimo week end di Ottobre abbiamo potuto testare con tutti e 5 i sensi le bellezze ed i tesori della regione Abruzzo, le meraviglie dei suoi paesaggi, la bontà di ogni sua pietanza, il gusto deciso del suo vino, ma anche l’amore e la passione che la gente del luogo ha verso lo sport, in particolar modo verso il ciclismo.
L’impressione che abbiamo avuto fin da subito è stata che nessuno qui possa fare a meno di una bici, fosse solo per le gite fuori porta del weekend, sfrecciando tra colli e pianure, o più semplicemente per circolare liberamente in città.
La bicicletta in Abruzzo è molto di più di un semplice mezzo di trasporto, è una pura filosofia di vita.

Abruzzo in Bicicletta

Ritornando a noi, oggi volevo raccontarvi passo dopo passo questa bellissima iniziativa di promozione del territorio organizzata de BikeLife Active in occasione dell’Abruzzo Open Day Winter.

Abruzzo in Bicicletta

#DayOne

Il programma di oggi prevede un percorso di 82km, un tour delle colline pescaresi e della Pedemontana.

Ore 08:30.
Ci ritroviamo tutti, blogger e cicloamatori, presso il lungomare di Pescara, punto di raduno per tutti i partecipanti al tour.
Ai blocchi di partenza notiamo subito la differenza, sarebbe più opportuno dire le differenze, che ci distinguono da tutto il resto del gruppo.
Per il nostro abbigliamento poco consono all’attività ci sentiamo subito pesci fuor d’acqua, osservati un po’ da tutti, fortuna che solo a noi hanno affidato delle formidabili biciclette professionali a pedalata assistita (che rendono le salite, faticose per chi è munito di una classica bici da corsa, un semplice gioco da ragazzi). D’un tratto era diventato impossibile passare inosservati.

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Sono le 9 in punto e si parte, prima un gruppo, poi il secondo e noi con loro.
Si inizia sfrecciando per le vie della città, costeggiando per buona parte il mare adriatico, poi attraverso le campagne fuori città.

Le prime tappe.

Lungo questo tragitto, presso Montesilvano, possiamo ammirare in lontananza la maestosità del massiccio del Gran Sasso. Il suo profilo, visto da questa prospettiva, sembra formare il viso ed il seno di una immaginaria donna distesa supina, nota agli abitanti del luogo con il nome di Bella Addormentata.

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Il tour continua fino al raggiungimento della prima sosta, presso la Cantina San Lorenzo di Castilenti, ospitati dalla famiglia Galasso che ha allestito per noi un buffet ricco di prodotti, tutti a km 0.

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Questi primi 30 km ci hanno fatto capire la sostanziale differenza che intercorre tra un cicloturista (di quelli neanche troppo in forma) ed un ciclista professionista, per fortuna adesso ci si ferma un po’ a ricaricare le batterie.
Quale miglior modo per ricaricarsi se non con una piacevolissima degustazione di vino Casablanca di Montepulciano accompagnato da uno snack a base di pane di grano solina con marmellata scrucchiata di uva nera?
Provare per credere!

 

Dopo tanto gozzovigliare si riparte, adesso il tracciato si complica un po’.

Raggiungere il comune di Pianella, seconda tappa del tour, ha richiesto uno sforzo più che discreto e, se non avessimo avuto queste fantastiche bici a pedalata assistita, probabilmente oggi non saremmo qui a raccontare questa esperienza. 😀

Abbiamo percorso strade di campagna costeggiate da folta vegetazione – punti panoramici dai quali è possibile ammirare la particolare morfologia di questa regione – abbiamo risalito i colli abruzzesi per diversi km per raggiungere infine Pianella, considerata la “Città dell’olio” per la produzione del famoso olio extravergine Aprutino pescarese dop.

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Si è fatta l’ora di pranzo, così ci si ferma a rifocillarsi presso la Dimora Antica Pianella, un oasi di pace e relax: ottimo cibo e servizio cordiale. Il menù, tutto composto da prodotti tipici, ci ha dato modo di assaggiare affettati e formaggi misti, Rape e fagioli, zuppa legumi, Timballo abruzzese, Cace e ove (ceci e uovo), Pipindune e ove (peperoni e uovo) e come dolci un  ciambellone tipico e le Neole. Il tutto accompagnato da un vino tipico abruzzese, il Lampato bianco e rosso (presentato anche ad Expo 2015 tra le eccellenze di produzione italiana).

Non si fa neanche in tempo a digerire che arriva il momento di risalire in sella per concludere il tour; fortunatamente l’ultima tratta è per lo più in discesa e, nonostante il cibo sullo stomaco e la mente annebbiata dal buon vino, riusciamo a rientrare alla base senza troppe difficoltà.

A contatto coi i campioni del ciclismo.

Nel pomeriggio, invitati dai ragazzi del BikeLife Active, abbiamo assistito ad un incontro con i campioni del ciclismo (come Salvoldelli, Cunego, Masciarelli e  Di Luca).
Qui, ciclisti e blogger, hanno dato vita ad un interessante confronto sulle considerazioni maturate lungo il percorso, a chiudere questo incontro una bellissima poesia di Alessandro Ricci (moderatore del talk e curatore del progetto “Borracce di Poesia”), dove la vita viene paragonata allo sport del ciclismo.

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#DayTwo

Oggi è il turno delle mountain bike, con un itinerario appositamente studiato per esaltare le caratteristiche di questa bicicletta.
Noi, memori de tragitto del giorno precedente, degli 82km ancora vivi nelle nostre stanche membra, ma sopratutto ben consigliati dal caro amico Carlo Bracciale (p.s. ricordatemi di inviargli un bel cesto regalo 😀 ), abbiamo deciso di mettere lo sport da parte e di raggiungere le varie tappe con l’autobus messo a disposizione dall’organizzazione.

La prima tappa del tour ci porta presso l’Abbazia di San Giovanni in Venere, nel comune di Fossacesia.
L’Abbazia, edificata dai monaci Benedettini (XIII secolo) su una collina prospiciente il mare Adriatico, sorge sui resti di un antico luogo di culto pagano dedicato alla dea Venere (Afrodite). Da questa posizione è possibile ammirare tutto il panorama circostante, dalle vallate sconfinate alla Costa dei Trabocchi, prossima tappa del tour.

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Ridiscesa la collina, raggiungiamo il corteo di ciclisti in località San Vito Chietino, dove è stato organizzato un punto ristoro presso il Trabocco Punta Fornace.

Ma esattamente cos’è un trabocco?

E’ un antico macchinario da pesca costruito a palafitta sul mare, composto da una serie di passerelle in legno tenute insieme da una fitta ragnatela di funi.
Gabriele D’Annunzio scrisse che gli “pareva vivere d’armonia propria”, quando, ne “Il Trionfo della Morte”, cerca di descrivere la bizzarra natura del Trabocco Turchino, il più famoso degli oltre 90 trabocchi presenti lungo il litorale.
Oggi alcune di queste strutture sono state adibite a ristorante, come il Trabocco Punta Fornace.
Qui ci siamo goduti un ottimo pranzo a base di pesce fresco, in compagnia di una piacevolissima vista sul mare.

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Dopo pranzo abbiamo abbandonato il corteo di ciclisti per raggiungere Chieti.

Giunti in città, parcheggiamo la macchina vicino all’Anfiteatro Romano, sito sulla parte più elevata del colle. Da questa posizione abbiamo visto il sole nascondersi lentamente dietro le montagne regalandoci una veduta della vallata al crepuscolo letteralmente mozzafiato, come trovarsi dentro un dipinto di periodo romantico…

E’ tardi, è arrivato il momento di raggiungere Palazzo Lepri, dove insieme ai simpatici instagramers di IG Abruzzo ed IG Chieti (un saluto anche a voi ragazzi!) ci aspettava lo starter point della parata “Pedalainstile” di biciclette vintage, evento singolare e caratteristico del luogo, organizzato da Bike Inside Vintage Team. Questa manifestazione è aperta a chiunque possiede una bici d’epoca ed un vestiario vintage.
Adulti e ragazzi, anziani e bambini, tutti insieme a pedalare per le vie del centro città. I loro sorrisi, gli schiamazzi e le urla goliardiche hanno dato vita ad un vero e proprio spettacolo ed ogni passante rimaneva affascinato da quella vista. In occasione sono stati allestiti lungo tutto il corso degli street food trucks in stile vintage.

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Per l’ora di cena si ritorna a Francavilla dove i ragazzi del BikeLife, dimostrandosi ancora una volta molto ospitali nei nostri confronti, ci hanno offerto una deliziosa cena presso il locale Il Canarino Mannaro.
Finita la cena è arrivato il momento di dirsi addio, prima di rientrare in albergo per lasciare Pescara il giorno seguente.

Tiriamo le somme.

Questi due giorni ci hanno permesso di “vivere” questa regione come non avremmo mai potuto fare, per questo vorrei ringraziare tanto tutti coloro che hanno permesso che questa magnifica iniziativa si concludesse senza alcun intoppo, e nonostante le paure per il terremoto nella mattina di domenica, conserverò per tutta la mia vita i magnifici ricordi di questa nostra avventura, in particolare modo quelli legati al primo giorno, passato ad esplorare l’Abruzzo in sella ad un bici..

Come la penna di un poeta che lascia impresse sul foglio immacolato parole d’amore, cosi le nostre ruote, percorrendo diversi chilometri di territorio, hanno composto questa magnifica poesia intitolata: “Abruzzo”.

(Testo e foto di Triky Travels. Potete seguire le loro avventure su FB e su IG)

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