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Primo viaggio negli States: Philly, la città dell’amore fraterno

Giorno 10 (28 Ottobre 2012)

Stamattina al risveglio ci organizziamo per lasciare Atlantic City che sta per essere sigillata a causa di Sandy. Scendiamo alla reception dell’albergo per fare colazione ma scopriamo che si tratta di qualche merendina confezionata (non sappiamo se è così sempre o se è per via dell’emergenza). Ad ogni modo mangiata una merendina, ci avviamo verso la stazione ferroviaria per vedere se possiamo anticipare il treno. Intorno a noi è tutto chiuso quindi sarò costretta a non bere il mio caffè quotidiano. Anticipiamo il biglietto e prendiamo il treno alle 10 circa. Mentre aspettiamo il giusto orario, ci allieta uno strano personaggio, un uomo truccato e vestito in modo molto appariscente, che si mette a cantare e ballare in mezzo alla sala d’attesa.


Prendiamo il treno, perfettamente in orario e dopo un paio d’ore siamo a Philly, la città dell’amore fraterno. Il primo impatto in realtà non è dei migliori. A parte il tempo un po’ umido e grigio, la città è quasi deserta e le poche persone che circolano sono per lo più senzatetto e barboni. Si respira un’aria di povertà molto forte. Come prima cosa andiamo a lasciare il bagaglio nell’appartamento prenotato. La casa è in un quartiere molto vicino al centro ma anch’esso un po’ spoglio, sebbene sia vicinissimo alla zona universitaria. Ci accoglia una coppia di cinesi molto carina, che, come nei migliori film, ci fa togliere le scarpe all’ingresso per non rovinare il parquet. La casa è molto bella e pulita, la nostra stanza si trova al primo piano ed abbiamo anche un bagno privato subito accanto alla stanza con tutti confort (saponi, crema per le mani e per il corpo, bollitore per fare il the).

Lasciamo il borsone e andiamo subito in centro per visitare la città, che in realtà è molto piccola. Se dovessi consigliare a qualcuno un itinerario futuro, direi di prevedere non più di un giorno per la sua visita.
Il nostro tour inizia dalla famosa scritta Love, molto più piccola del previsto, e situata in una piazza davvero poco raccomandabile. Al nostro arrivo infatti, uno dei tanti barboni li presenti si avvicina e si offre di farci una foto…ovviamente ho subito pensato che sarebbe scappato via con la mi nuova macchina fotografica…in realtà ha voluto solo qualche dollaro, ma di certo la sensazione non è quella di stare in una città sicura. Da lì procediamo verso il Reading Terminal Market, dove oltre a curiosare tra le bancarelle, proviamo la specialità di Philadelphia: il cheesesteak, un panino con una bistecca di carne tagliata a pezzetti, condita con cipolla e formaggio, o in alternativa con pomodoro, insalata, funghi e quant’altro. Il pranzo è davvero ottimo.

Continuiamo la passeggiata attraversando Chinatown, fino ad arrivare all’Independance Hall e alla Liberty Bell. Entriamo nella Hall con una visita guidata, un po’ troppo lunga per i nostri gusti (1 ora circa per visitare 2 stanze) e riusciamo a fare la foto di rito davanti alla campana. Fuori inizia un po’ a piovere ma ancora il tempo regge e decidiamo di continuare il tour. Arriviamo così passeggiando a Penn’s Landing ma il tempo certo non è l’ideale per passeggiare sulle rive del fiume. Prendiamo un autobus che ci porta fino al Museo d’Arte, reso famoso dalla corsa di Rocky  sulla sua scalinata. Da li percorriamo a piedi tutto il viale che termina nella zona centrale della città. Siamo un po’ stanchi così ci avviamo verso casa, rimandando al giorno dopo una visita al Penitenziario e forse, se il tempo non sarà molto bello, anche all’acquario.
Vicino casa notiamo un supermercato dove è possibile anche consumare del cibo. Prendiamo un pezzo di pizza ed un panino enorme… lo riempiono talmente tanto che diventa impossibile chiuderlo!
Mentre ceniamo Alberto fa amicizia con un signore che si ferma a parlare con noi di informatica, di politica, dell’Italia etc…
Rientriamo nel nostro appartamento e approfittiamo del bellissimo bagno per una doccia lunghissima e rilassante. Nel frattempo, guardando le previsioni su internet, vediamo che l’allarme uragano sta aumentando minuto dopo minuto…
Decidiamo quindi di prendercela con calma e di dormire un po’ di più il giorno dopo.

– ritorna all’itinerario con i link alle varie tappe del viaggio-

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