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Primo viaggio negli States: Lady Liberty

Giorno 5 (23 Ottobre 2012)


 

Stamattina siamo un po’ incerti sul da farsi. Il meteo ci dice che in giornata dovrebbe piovere ma per il momento c’è il sole e quindi decidiamo di fare la conoscenza di Lady Liberty. Arriviamo in metro al punto di imbarco (il biglietto è compreso nel pass) e dopo un po’ di coda e molti controlli riusciamo ad imbarcarci. I gabbiani seguono il battello in cerca di cibo…si avvicinano facendo un po’ le fusa…
Sbarcati sull’isola ci avviciniamo alla statua. Non è possibile visitarla in quanto è momentaneamente in ristrutturazione, quindi facciamo un giro ed un po’ di foto e riprendiamo il battello in direzione Ellis Island. Il museo non ci appassiona più di tanto, o meglio, è sicuramente interessante il racconto sugli immigrati sbarcati sull’isola, la loro speranza e la loro paura, ma tutti i dettagli non riescono ad attirare la nostra attenzione. Dopo circa mezz’ora quindi decidiamo di riprendere il battello e tornare a Manhattan.


Iniziamo una passeggiata nel Financial District. Dopo la foto di rito con il Toro, ci incamminiamo verso Wall Street. Complice una leggera pioggiarella la zona non è piena di gente e camminare tra le vie è abbastanza piacevole. Purtroppo però dopo un po’ la pioggia aumenta. E’ ora di pranzo e ci rifugiamo in un vicino Subway dove prendiamo un panino ed una zuppa. E’ il nostro primo Subway e capire come funziona il locale c’è costato 15 minuti in silenzio a guardare le immagini esposte sopra il bancone. Per fortuna il ragazzo che doveva preparar ci il panino è venuto in nostro soccorso… ed il risultato è stato più che buono! Dopo esserci rifocillati, ci avviamo verso il Ground Zero. Abbiamo la prenotazione per l’ingresso al Memorial 9/11, così dopo i soliti mille controlli riusciamo ad entrare. Le  fontane costruite al posto delle due torri gemelle sono sorprendenti. Ti lasciano senza parole. Si respira ancora un aria un po’ triste ma piena di voglia di ricominciare. Una voglia ancor meglio rappresentata dall’albero superstite e dai nuovi grattacieli in costruzione. Spero che torneremo a NY quando il complesso sarà terminato. Anche la piccola chiesa li accanto dove hanno prestato i primi soccorsi ha un che di sacro.


Considerata la pioggia in aumento pensiamo che sia il caso di proteggersi sfruttando la carta per qualche museo. Scegliamo, per iniziare, il Guggheneim. Anche solo la struttura ne vale la pena, sia vista da fuori che dal suo interno. Troviamo inoltre una bellissima mostra su Picasso, che ci rende la visita ancora più piacevole. In realtà, si tratta del museo che abbiamo preferito, più che altro per la sua “visitabilità”: cammini piano piano in leggera salita, procedendo per cerchi concentrici e riesci a goderti l’intero museo, in modo lineare, senza avere la sensazione di eccessiva grandezza e stanchezza provata negli altri musei di NY.
Quando usciamo dal museo non piove più. Siamo proprio al bordo di Central Park, così lo attraversiamo, costeggiando l’enorme lago che si trova al suo centro, che fa da specchio a tutti i palazzi che sorgono sulle sue sponde. Avrei fatto mille foto!


Con un autobus torniamo verso Times Square e approfittiamo della NYPass per visitare il Madam Tussauds. Davvero ben fatto. Ovviamente facciamo una marea di foto con tutti i personaggi rappresentati. Ce ne sono più di quanti ci aspettavamo!
Ma la vera scoperta, sempre lì accanto, è il Reply – Believe Or Not: una interminabile collezione di stranezze, che Mr Reply ha raccolto e collezionato in questo divertentissimo museo.
Oramai è tardi, io ho mal di testa da diverse ore e nemmeno Alberto è al massimo della forma. Ceniamo a Times Square da Mama’s Sbarro con una Pepperoni Pizza ed una Supreme Pizza (ossia una pizza con tutto quello capitato sotto tiro) e dritti a nanna!

– ritorna all’itinerario con i link alle varie tappe del viaggio-

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