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Uzbekistan, la via della seta: un’esperienza unica

Se parlate a molti dei vostri amici dell’Uzbekistan, oltre a non sapere dove sia geograficamente collocato, vedrete sguardi perplessi e preoccupati: “Vai in Uzbekistan? E a fare che?”.
L’Uzebekistan fa parte dell’Ex Unione Sovietica e, in una sola parola, è un posto meraviglioso, dove il tempo si è fermato e si viene proiettati in una dimensione totalmente diversa da quella alla quale siamo abituati.

Uzbekistan: il mio itinerario

Il mio viaggio, questa volta, è nato quasi per caso, avendo trovato un’offerta irripetibile per il volo Roma-Tashkent (la capitale dell’Uzbekistan) con Alitalia che, tuttavia, opera in code-sharing con Uzbekistan Airways (che, a dire il vero, non mi sembra il top di categoria….).

Dopo circa 6 ore e mezza di viaggio, sono arrivato a Tashkent dove, sbrigate abbastanza velocemente le formalità doganali (considerate che il visto va chiesto prima della partenza all’Ambasciata Uzbeka in Italia che, a Roma, è nel quartiere Prati), ho raggiunto l’hotel, per lasciare i bagagli, pronto per partire alla conquista della città.

Cosa vedere a Tashkent, capitale dell’Uzbekistan

La capitale uzbeka non è bellissima, sicuramente non è paragonabile a Bukhara e Samarcanda delle quali dirà in seguito, ma comunque offre uno spaccato perfetto della popolazione uzbeka, un misto di culture, influenzata dall’ex appartenenza all’Unione Sovietica e dalle vicine culture asiatiche. Il primo problema è che tutti parlano russo (oltre che uzbeko) ma quasi nessuno inglese: per la comunicazione, quindi, dovete ingegnarvi. A tal proposito, il mio consiglio è, il prima possibile, di acquistare una sim card uzbeka in modo tale da poter usare il proprio cellulare sia come navigatore che come traduttore.

La vita a Tashkent costa veramente poco: gli spostamenti in taxi, in tutta la città, non costano più di 2 euro (e spesso, a questa cifra, il tassista è molto soddisfatto perché, in poche parole, vi ha “fregato”) e sono operati da semplici cittadini (è una cosa comune, non c’è da aver paura…ad ogni modo ci sono comunque anche i taxi normali con tassametro) ed una cena al ristorante difficilmente costa più di 10 euro a persona (a meno che non si scelga uno dei pochi ristoranti internazionali, ma non ne vale la pena).

Tra le cose da visitare, sicuramente merita qualche ora il Chorsu Bazaar, un mercato principalmente gastronomico, dove però non mancano anche souvenir ed altro, che catalizza l’attenzione di una buona fetta della popolazione. Non fatevi mancare una sosta in Piazza dell’Indipendenza, così come alla Moschea Minore, ne vale la pena. Tra le attrazioni che sicuramente meritano, poi, una menzione, c’è la metropolitana: ogni stazione è decorata in maniera diversa ma sempre in maniera fine.

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Per la notte, Tashkent offre diverse opzioni, sia a livello di ristorazione che di divertimenti: io, nella mi permanenza, ho provato, per cena, lo Steam Bar, un ristorante dove spesso c’è musica dal vivo, diviso su due piani e con una qualità del cibo buona, e l’Irish Pub che, per carità, non sarà tipico ma mi era stato consigliato. Più elegante, ma più caro, il ristorante italiano Nobile, dove c’è una grande attenzione ad ogni particolare ed il servizio è perfetto e dove si può ordinare un cocktail fatto dal barman più conosciuto in città e pluridecorato a livello internazionale. Tra i piatti tipici che meritano di essere provato c’è il Plov, che è una sorte di riso, e gli Sachlik, che sono degli spiedini di carne molto buona. Davvero eccellente anche il pane, fatto in forma circolare e molto soffice (quando è fresco).

Quanto ai locali, invece, sono stato al CMI (la “C”, in russo, equivale alla nostra “S”) che è una sorta di discoteca-lounge bar ed al The Bar – Speakeasy, un piccolo cocktail bar dove vale davvero la pena andare. Purtroppo non mi sono trovato li per il week end, quando mi hanno detto che c’è (un po’ come ovunque nel mondo) più movida.

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La Via della Seta in Uzbekistan

La parte più interessante del viaggio, tuttavia, è stata quella che ha interessato la Via della Seta: Bukhara e Samarcanda.

Da Tashkent, per pochi euro, ho prenotato un volo che, in meno di due ore, mi ha portato a Bukhara, un vero gioiello situato nel cuore dell’Uzbekistan. Il centro storico è davvero molto molto carino, piacevolmente percorribile a piedi tra le bancarelle che vendono souvenir e le canzoni tipiche locali. Ci sono molte cose che meritano di essere visitate qui: in primis,  il Gran Minareto di Kalon ed il Chor-Minor, ma anche la Moschea Bolo-khauz, l’Arc Citadel e la relativa fortezza, la Moschea Poi Kalyan, la Madrassah Abdulaziz-Khan e la necropoli Chor-Bakr.

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Da Bukhara, poi, mi sono trasferito a Samarcanda. Il mezzo più veloce e conveniente e sicuramente il treno che, tuttavia, va prenotato in anticipo, altrimenti, come è successo a me, può capitare di non trovarlo (lo stesso discorso vale anche per il trasferimento da Samarcanda a Tashkent). Non avendo altre soluzioni, ho preso un taxi privato (che sicuramente è il mezzo più caro, anche se il “caro” è relativo, essendo costato circa 27 euro per 270 km) ed in circa tre ore e mezza sono arrivato a Samarcanda.

Samarcanda è uno spettacolo, o meglio, il Registan, che era una piazza pubblica, dove le persone si riunivano per ascoltare i proclami reali, annunciati da squilli di tubi in rame enormi chiamati dzharchis – e un luogo di esecuzioni pubbliche, è davvero favoloso, specialmente al tramonto e durante la sera, quando è illuminato. E’ incorniciato da tre madrase (scuole islamiche) di distintiva architettura islamica.

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Meno conosciute, ma al pari imponenti ed interessanti, sono il Mausoleo di Tamerlano, la Moschea di Bibi-Khanym, ed il Mausoleo di Rukhobob. Giratela a piedi, è davvero un piacere, e lasciatevi trasportare dal clima che avvolge la città.

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Tornato a Tashlent, con gli occhi pieni di meraviglie, ho pensato che, in definitiva, l’Uzbekistan non è un viaggio adatto a tutti: qui non ci viene il turista, ma il viaggiatore, non colui che cerca solo relax e divertimento, ma chi ha davvero voglia di esplorare, vedere, conoscere…se rientrate in questa categoria, allora iniziate seriamente a pensare a questa nazione, dove non incontrerete molti connazionali ma resterete estasiati da quello che ha da offrire.

(Testo e foto di Sabino Sernia)

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