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Backpackers in Norway (parte 1)

Backpackers in Norway (parte 1)

Prendi uno zaino 40LT, prendi un amico di vecchia data, prendi tutti i buoni consigli di chi c’è già stato, prendi un volo low cost diretto nella meta che sognavi sin da piccola. Prendi mappa, penna, sito della ferrovia norvegese, una buona Lonely Planet a far compagnia e qualche ostello per backpackers a prezzo stracciato. Prendi un KWAY, una macchina fotografica, un paio scarpe da trekking e via: la NORVEGIA diventa realtà per i nostri occhi e pane per la nostra anima.

Questo è il racconto dei nostri sette giorni in giro per il Paese dei Fiordi, con il nostro zaino in spalla, in preda ad un sogno da realizzare: paesaggi meravigliosi, unici, da togliere il fiato. Proprio come ce l’aspettavamo, non una virgola in meno.

Il nostro itinerario è stato abbastanza soddisfacente per tutte le aspettative che avevamo. Non siamo arrivati a Capo Nord, o alle isole Lofoten, purtroppo avendo a disposizione solo sette giorni di ferie abbiamo fatto il possibile per concentrare il tutto in cosi’ poco tempo e con i treni, ma il risultato è stato comunque esaustivo:

OSLO; BERGEN; ODDA; TROLLTUNGA (il mio sogno si è avverato!); VOSS; OSLO.

Vi racconto un po’ come ho trascorso i miei giorni in questo meraviglioso ed INCONTAMINATO angolo di mondo… che non dimenticherò MAI !

Una premessa: Inutile dire, ahimè, che la Norvegia è uno dei più cari Paesi d’Europa, e per i viaggiatori LowCost e FaiDaTe è un po’ difficile spendere “poco” come si può fare nel resto del continente. Un esempio? Prezzo medio delle sigarette 12€; Caffè (rigorosamente lungo!) 5€; Bottiglietta di acqua 3,50€; Birra, nei supermercati 9€, nei locali 12€. Il tutto in NOK (corone norvegesi). Insomma, non è una meta proprio economica se si vuol fare un bel giro e non restare limitati ai quattro giorni in capitale (la vera Norvegia NON è Oslo!).

Il mio consiglio è quello di dormire negli ostelli (ve ne citerò qualcuno nel mio diario di viaggio), mangiare cibo del supermercato e muoversi esclusivamente con treni e mezzi pubblici.

ENJOY 🙂

Foto 1

Giorno 1. ARRIVO AD OSLO.

Primo giorno di assestamento, dopo aver volato con un Pescara/Oslo Ryanair , (trovato un mese prima a 70€). Arrivati ad Oslo Torp, aeroporto secondario, abbiamo optato per una navetta che portava direttamente nel centro città (durata circa 1h 30m), passando per boschi, laghetti e piccoli paesini con le casette a tetto spiovente.

Il primo impatto? Tanto verde, tanta natura, tanta aria fresca e pulita. Ma era solo un assaggio di quel che ci aspettava. Oslo era l’ultimo dei nostri interessi, perciò abbiamo preferito visitarla come ultima tappa: comunque stanchi, abbiamo cercato il nostro ostello, l’Anker Hostel (l’ostello più economico di Oslo) in camera condivisa. Se siete dei veri Backpackers ve lo consiglio: l’aria che si respira è proprio quella del viaggio On The Road, c’è gente da ogni parte del mondo con i rispettivi zaini 40LT, scarpe da trekking e vestiti a cipolla. 🙂

 

Giorno 2. TRATTA OSLO – BERGEN.

La tratta Oslo – Bergen in treno è di rilievo particolare: diverse classifiche internazionali giudicano la suddetta tratta l’itinerario più affascinante e spettacolare al mondo. Difatti, noi siam stati per tutto il tempo con gli occhi incollati al finestrino: le emozioni che si provano sono indescrivibili.

Non fatevi spaventare dalla parola TRENO: i treni norvegesi sono pulitissimi ed efficientissimi, tutti dotati di WiFi a bordo, nonostante a volte il treno si inerpichi in zone davvero desolate tra fiordi e montagne! Vi assicuro il massimo del comfort.

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Durante le sette ore di viaggio non c’è che mettersi seduti e ammirare lo spettacolo. La linea collega le due città principali della Norvegia attraversando un paesaggio meraviglioso, ed i finestrini del vagone sembrano grandi balconcini da dove ammirare seduti l’alternarsi di laghi, fiordi, prati, foreste di conifere, boschi e ghiacciai, il cui tratto più spettacolare è quello che passa sull’Hardangervidda, l’altopiano più elevato d’Europa dove si trova Finse, a 1.222 metri sul livello del mare, come punto più alto.

Foto 3 Foto 4

Il biglietto è prenotabile attraverso il sito della ferrovia norvegese NSB. Attraverso il sito si può usufruire di una vasta scelta di orari e prezzi, tra i quali vi è il MINIPRICE (prezzo scontato). Dato l’elevato costo del biglietto (ma variabile), vi consiglio, in caso di andata e ritorno, di prenotare una tratta di giorno per potervi godere lo spettacolo, ed una di notte (pagandolo meno della metà!). Di notte inoltre, il personale della NSB mette a disposizione un plaid, un cuscino, dei tappi per le orecchie ed una mascherina per dormire. Meglio di così 🙂

L’arrivo a Bergen non è stato dei migliori per via della pioggia insistente, ma un po’ ce lo aspettavamo: è risaputo che Bergen è per eccellenza il paesino più piovoso della Norvegia, perciò ci siam dotati di KWAY, ombrello e felpe pesanti per proteggerci dal freddo. Appena arrivati ci siam avviati verso Bryggen.

Il paese è diviso in due: Bryggen, il quartiere storico, e Vagen, il quartiere moderno e commerciale. Dirigendoci verso Bryggen, l’odore del pescato attraversa le strade, entra nelle narici e non da tregua: ecco apparire i famosi FISKERTORGET (mercatini del pesce). Diverse bancarelle che offrono i più svariati piatti di pesce a prezzi NON indifferenti. Le “tipicità” del posto che non ci siamo fatti mancare: il granchio reale, il salmone selvatico, e un assaggio di BALENA (sa di tonno!). Prezzo medio di un piattino con gli assaggi, 12 euro a testa, ma credetemi, ne vale la pena.

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Dopo una breve sosta nei mercatini del pesce, passeggiando sul molo si scorge BRYGGEN. E’ il quartiere storico di Bergen, detto anche quartiere anseatico, in quanto in passato alcuni mercanti tedeschi (gli HANSA) fecero di Bryggen la capitale del commercio marittimo norvegese.

BRYGGEN mi ha stupita ed ha effettivamente lasciato il segno, unpo’ per la sua storia, un po’ per le sue architetture, un po’ per la vista di cui si gode, a ridosso del monte Urliken, tra le nuvole. La facciata si presenta come un susseguirsi di edifici variopinti, con negozietti, locali e ristorantini. Ma per capire meglio la storia di Bryggen bisogna addentrarsi nelle stradine che costeggiano gli edifici: in passato, tutte le porte di legno ed i locali che sono presenti lateralmente, erano delle botteghe di artigiani o piccole attività commerciali. Dopo gli svariati incendi che hanno colpito Bryggen, sono rimasti solamente 61 edifici, tutti ristrutturati secondo dei metodi che hanno lasciato le strutture “primarie” di legno, quasi intatte. Il tutto, accompagnato da una sottile pioggerellina, che bagnava il legno e profumava le strade.

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Per quanto riguarda l’hotel, abbiamo dormito nel P-Hotel, nel quartiere di Vagen. Per mancanza di tempo abbiamo evitato di salire sulla ULRIKSBANEN, ossia la funivia di Bergen che porta su al monte Ulriken, dal quale si può godere di un panorama mozzafiato. Ma ce l’hanno vivamente consigliata.

Giorno 3 – VAGEN E ODDA.

Vagen è l’altra parte della città di Bergen, piu’ moderna e piu’ commerciale, ove abbiamo trascorso qualche ora della mattinata seguente, per far colazione e per vedere qualche negozietto. Ma giusto il tempo di riprenderci dall’aria salmastra che inebriava Bergen, e dal suo incanto.

Siam saliti su un autobus di linea diretto ad Odda, luogo nel quale avrei realizzato uno dei miei sogni, la scalata per TROLLTUNGA. Da Bergen ad Odda ci vogliono due ore e mezza, perdendosi tra boschi e valli incantate, ed inconsapevolmente e con grande sorpresa, il nostro autobus si è imbarcato su di un traghetto per attraversare l’Hardangerfjord. Una prospettiva perfetta per scattare delle foto meravigliose. Arrivati ad Odda ci siamo sistemati al Trolltunga Hotel, molto pulito e carino, e con una finestra… una meravigliosa finestra con vista sul fiordo.

Foto 7

Farsi un giro per Odda prima della gran scalata del giorno dopo, non è stata una cattiva idea: è un paesino semplice, davvero piccolo,affacciato sul rinomato fiordo di Hardanger. Il verde che domina questo paesaggio è indescrivibile, noi ci siam sdraiati sull’erba e rilassati. Dato che i supermercati e le attività commerciali chiudono alle 19:00, abbiamo pensato bene di fare uno spuntino “tipico” in riva al fiordo: salmone e birra Hansa (locale).

Ebbene si, la riva del fiordo è costellata di panchine e tavoli da pic-nic in legno… Perchè non approfittarne?

Foto 8

Foto 9

[…to be continued…]

(Testo e foto di Annalisa De Chirico)

 Stai organizzando anche tu un viaggio in Norvegia? Leggi il post Scandinavia low budget per scoprire come partire spendendo il meno possibile!

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