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Backpackers in Norway (parte 2)

Backpackers in Norway (parte 2)

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Giorno 4 – TROLLTUNGA.

E’ ARRIVATO IL GIORNO TANTO ATTESO: T R O L L T U N G A.

Uno dei miei sogni stava per avverarsi.

Ma cosa è Trolltunga? Si tratta di una roccia sporgente che si staglia in orizzontale al di sopra del villaggio di Skjeggedal, presso Odda. È situata a 1100 metri sul livello del mare e sospesa a 700 metri sul lago Ringedalsvatnet. Tradotto in 22 chilometri di scalata, e dieci ore di cammino. Fino ad arrivare in vetta.

Non avrei mai pensato di tornare da li’ VINCENTE, in quanto completamente fuori allenamento.

Siamo scesi dal taxi con l’autista che ci diceva: “This is the start. Good luck”. Ecco, fa comunque un certo effetto. THIS IS THE START… alzo la testa e guardo gli scalini, che sono solo 1,5 chilometri dei totali 22… Mi ricordo le parole del mio amico, che c’è stato qualche giorno prima: “Non fare gli scalini in fretta. Sono circa 1,5 chilometri in salita. Molta gente all’inizio è gasata, ma arriva a metà strada che non ce la fa e ritorna indietro…”.

…in realtà vi sono due modi per salire: uno è proprio quello degli scalini, che non sono altro che i binari riadattati della vecchia funicolare, e l’altro è il sentiero nel bosco. Io ho optato per gli scalini all’andata, e al sentiero nel bosco per il ritorno, per non farmi mancare proprio nulla. Zaino in spalla, acqua a sufficienza, panini, scarpe da ginnastica, due felpe e calzini di ricambio, tanta forza di volontà e pazienza. E pronti per la vetta! La salita è faticosa, la pendenza è massima, e proprio quando ti sembra di esser arrivata sulla terra ferma, ci sono altri e ancora altri gradini.

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Terminato il km e mezzo di gradini, non bisogna mai perdere di vista la T rossa tracciata sulle rocce: indica il sentiero.

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Ad ogni chilometro, c’è un cartello che indica a che punto sei della scalata, indicando i chilometri effettuati e quelli che mancano alla cima. Durante la faticosa salita è bello conoscer escursionisti da ogni parte del mondo che salgono addirittura con lo zaino e la tenda in spalla per passarci la notte e sfidare le basse temperature. Mi ha colpito una coppia proveniente dalla Repubblica Ceca. La ragazza, con cui ho condiviso parte della discesa nel bosco, mi ha detto: “I usually practice trekking, until I was a child, but this hike is the hardest”. Lei, una professionista, appurava che la scalata fosse una delle più difficili. Io, una novella e fuori allenamento: inseguire i sogni richiede fatica, e costanza, anche quando le gambe non ce la fanno più.

La vista durante il cammino è davvero indescrivibile e toglie il respiro. Arrivata in vetta, ho buttato giù queste righe.

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“26.08.2014 _ Non chiedetemi come ci sia potuta arrivare lassu’ e soprattutto in che stato. Chiedetemi piuttosto quali emozioni abbia provato quando,dopo 22 chilometri di scalata, ho realizzato di aver appena compiuto una delle cose che mi ero prefissata di fare nella mia vita prima di morire. Andrò a dormire distrutta, ma fiera di quelle immagini che ho ormai nel cuore, e di quello che racconterò ai miei genitori, e soprattutto, di quel che potrò un giorno raccontare ai miei figli!!!!!”

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Trolltunga è vita, è adrenalina, ma Trolltunga non è solo una roccia. Trolltunga è un percorso, ma non è la forza delle tue gambe. È la forza mentale e la tua determinazione che fanno sì che esse si muovano per 22 chilometri. Trolltunga è un sogno, un meraviglioso angolo di mondo incontaminato ma che forse mai più rivedrò, ma che porterò sempre nel cuore. Trolltunga insegna. Che la tenacia, la forza di volontà, premiano più di un allenamento fisico. Trolltunga lascia il segno. Trolltunga è stata e sarà indimenticabile per il resto dei miei giorni.

GIORNO 5  – VOSS

Abbiamo scelto Voss come destinazione seguente per rilassarci un po’ (tre ore da Odda, in autobus di linea). Non sentivamo più le gambe, avevamo dolori ovunque. Voss è un piccolo paesino a ridosso del lago, urbanisticamente non molto lontano da Odda. E’ per eccellenza il paese della Norvegia dove si praticano sport estremi. Parapendio, rafting, canyoning etc. Ma noi, stanchi e doloranti, ci siamo solo voluti rilassare in riva al lago, e abbiamo dormito al Voss Hostel.

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Giorno 6 – RITORNO AD OSLO

Dopo esserci abbondantemente riposati e dopo aver passeggiato a lungo per Voss, ripartendo per Oslo, incontriamo un ragazzo bresciano che stava rientrando in Italia dopo aver lavorato per tutti i mesi estivi in una fattoria a Tromso, piu’ a nord di Voss. Dopo tante piacevoli chiacchiere, il treno delle 00.21 diretto ad Oslo arriva puntualissimo. La NSB, come detto prima, è così ben organizzata ed efficiente che per le tratte notturne mette a disposizione di ogni passeggero un KIT con rispettivo plaid, tappi per orecchie, cuscino gonfiabile e paraocchi. Il tutto per assicurare il comfort ed il sonno del passeggero …CHE, COME ME, ARRIVA AD OSLO ALLE 7 DI MATTINA E NON SI SVEGLIA 😀

Giorno 7 – Oslo

Oslo non mi ha colpita particolarmente. Certo, per chi visita solo Oslo da sola, sarà, si, una bella capitale, anche se un po’ piccola (620.000 abitanti). Ma l’aria della grande città, dopo laghi, fiordi, aria pura e natura incontaminata, non la riuscivamo proprio a sopportare.
Anche se nel 2010 Oslo è stata nominata la città più VERDE.
Comunque: molto carino è il molo, detto AKER BRYGGE, dove la sera si possono trovare dei bei ristorantini (ma molto costosi!). A sinistra dell’Aker Brygge si sale su per il castello Akersus. Sull’Aker Brygge è possibile incorrere in delle pescherie proprio a bordo barca, ove vendono il pesce fresco appena pescato.
Un altro punto d’interesse è la Galleria Nazionale ove poter ammirare il celebre Urlo di Munch oltre ad altre opere recenti, fino agli artisti degli anni ’60 del 1900. Vicino alla Galleria Nazionale si trova la via dello shopping, la Karl Johans Gate, che porta alla Cattedrale. Vi consiglio anche il Parco di Vigeland, il parco delle statue, se avete voglia di una passeggiata nel totale relax.

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La Norvegia è incantevole, ma non limitatevi ad Oslo: vi perdereste il meglio di questa meravigliosa Terra.

(Testo e foto di Annalisa De Chirico)

 

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